{"id":470,"date":"2015-12-29T18:08:36","date_gmt":"2015-12-29T18:08:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.artemis-arte-pedagogia.it\/altro\/?p=470"},"modified":"2016-05-29T16:23:55","modified_gmt":"2016-05-29T16:23:55","slug":"470","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.artemis-arte-pedagogia.it\/?p=470","title":{"rendered":"Perch\u00e9 la scuola Steiner-Waldorf?"},"content":{"rendered":"<p>Un&#8217;interessante intervista a Sabino Pavone sulla pedagogia Steiner-Waldorf dal sito<a href=\"http:\/\/www.barbadillo.it\/51463-questionario-proustiano-sulla-scuola-11-pavone-riscoprire-il-miracolo-delluomo\/?utm_campaign=shareaholic&amp;utm_medium=facebook&amp;utm_source=socialnetwork\"> barbadillo.it<\/a>.<\/p>\n<p><em><strong>Sabino Pavone<\/strong> \u00e8 maestro, presidente della Libera Scuola Steiner-Waldorf Novalis e vicepresidente delle scuole steineriane in Italia. Ama ricordarci che \u00e8 necessario riportare sui banchi giustizia, amore del fare e un sano idealismo. Perch\u00e9, come sostenne il suo maestro Rudolf Steiner, \u201cil senso della vita \u00e8 dare senso alla vita\u201d.<\/em><\/p>\n<p><b>La scuola di oggi riesce a dare agli studenti gli strumenti per affrontare le necessit\u00e0 di questo tempo? \u00c8 ora di riformare radicalmente i suoi programmi? Partendo da cosa?<\/b><\/p>\n<p>Se una scuola rispondesse alle domande dei giovani, non staremmo qui a parlarne. Avendo la libert\u00e0 di sedersi intorno a un tavolo con chi opera nell\u2019ambito della formazione \u2013 e non solo con i pedagogisti, che pensano una realt\u00e0 che poi non praticano \u2013, ci si dovrebbe chiedere quali aspetti curriculari oggi potremmo innovare. Che cosa sarebbe utile insegnare, tenendo presente che l\u2019uomo non ha bisogno di nutrimento solo dal punto di vista conoscitivo. Se facciamo un\u2019analisi storica di come si \u00e8 mossa la scuola negli ultimi cinquanta, sessant\u2019anni, osserviamo che, negli anni \u201860, si \u00e8 orientata ad approfondire gli aspetti pi\u00f9 cognitivi, per raccogliere le sfide di uno sviluppo crescente; negli anni \u201870, \u201980, ci si \u00e8 posti il problema di quella che io chiamo vita dell\u2019anima, la vita delle emozioni, delle sensazioni, e quindi ecco che nascono le neuroscienze, che cominciano a presupporre pi\u00f9 forme di intelligenza e invitano ad avere cura di riconoscere tutti i talenti che porta un bambino in s\u00e9. Infine, con gli anni \u201990 e il 2000, abbiamo iniziato a porci la domanda cruciale: quella sulla motivazione. Il ragazzo \u00e8 intelligente, per\u00f2 non si applica. Quante volte abbiamo sentito questa frase? La questione \u00e8 cosa significa attivare la volont\u00e0 dei bambini. Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un inciampo nella volont\u00e0? Come posso farla rinascere?<\/p>\n<p><b>Come potrebbe una buona scuola favorire l\u2018inserimento nel mondo del lavoro?<\/b><\/p>\n<p>A rigor di logica, una buona scuola, per aiutare un essere umano a inserirsi bene nel mondo del lavoro, dovrebbe chiedersi di che cosa abbia bisogno il mondo del lavoro stesso. D\u2019altra parte, occorrerebbe porsi anche delle domande pi\u00f9 profonde, e cio\u00e8: che cosa porta con s\u00e9 questo bambino? Quali sono i suoi talenti?<\/p>\n<p>Quando, negli anni \u201990, la Commissione Delors, all\u2019Unesco, si interrog\u00f2 su che cosa richiedesse il mondo del lavoro, individu\u00f2 quattro pilastri: imparare a lavorare, imparare a vivere insieme, imparare a essere, e imparare a imparare. Ancora oggi rimango basito quando vedo che tantissimi insegnanti non conoscono questi principi.<\/p>\n<p>Quanto ci sarebbe da dire sul fare, per esempio, il fare con le mani! Nelle nostre scuole, \u00e8 un tema che viene posto fin dai primi giorni. I bambini hanno bisogno di fare, non possono stare seduti tutto il tempo. Hanno bisogno di vedere realizzate davanti a loro delle cose, hanno bisogno di avere un adulto che mostri loro come fare una cosa. Hanno bisogno di collaborare per fare qualcosa. E sono creativi, nel loro fare.\u00a0Imparare a vivere insieme vorrebbe dire avere il coraggio di smontare la classe e il sistema di istruzione frontale e cercare di sviluppare gruppi di lavoro tra i bambini. La capacit\u00e0 di giocare insieme ha molto a che fare con il mondo del lavoro: lavorare non \u00e8 altro che un giocare insieme da adulti.\u00a0E poi, imparare a imparare, per tutta la vita. La scuola dovrebbe lasciare i ragazzi con la gioia di imparare, e questo richiede dei maestri che non pensino di dover riempire dei secchi vuoti, ma di accendere il fuoco della conoscenza.<\/p>\n<p>Nelle nostre scuole l\u2019arte occupa un posto centrale. Nonostante oggi ci sia l\u2019idea che il mondo del lavoro possa fare a meno dell\u2019arte, in realt\u00e0 scopriamo che se non c\u2019\u00e8 un atteggiamento interiore un po\u2019 artistico nel mondo del lavoro uno non riesce a cavarsela.\u00a0C\u2019\u00e8 bisogno che si cominci ad amare il lavoro. Noi siamo la generazione che ha vissuto il lavoro come una punizione, non come la gioia di mettersi al servizio dell\u2019altro, di impiegare i propri talenti per qualcosa. Non dico che tutti debbano fare il lavoro che amano, ma che provino almeno ad amare il lavoro che fanno.<\/p>\n<p>Poi, bisogna considerare che i tempi con cui si fa avvicinare un ragazzo al mondo del lavoro sono del tutto sbagliati. \u00c8 assolutamente fuori luogo pensare che un giovane di quattordici anni possa scegliere con determinazione il suo percorso. La consapevolezza non ce l\u2019ha. La scuola dovrebbe essere riformata, occorrerebbe spostare il momento della scelta degli studi superiori ad almeno sedici anni e mantenere un innalzamento culturale di base all\u2019insegna della ricerca delle qualit\u00e0 e dei talenti. A sedici anni, la scelta della scuola superiore sarebbe ben pi\u00f9 efficace, ben pi\u00f9 cosciente, ben pi\u00f9 responsabilizzante.<\/p>\n<p>Insomma, le cose da fare sono davvero tante. Il fatto di riuscire a trovarsi una professione giusta, per\u00f2, non pu\u00f2 essere l\u2019unico obiettivo della scuola. Credo sia importante che un uomo si inserisca nel mondo del lavoro quando ha gi\u00e0 trovato in s\u00e9 tutte le sue qualit\u00e0, i suoi talenti, le sue soddisfazioni, le sue ambizioni, la sua dignit\u00e0. Se potessi farle un disegno, traccerei una verticale, che rappresenterebbe la verticalit\u00e0 dell\u2019uomo nella sua educazione, nella sua moralit\u00e0, nella sua dignit\u00e0, e poi una linea orizzontale, che starebbe a rappresentare la professionalit\u00e0 di quest\u2019uomo. Due assi che devono incrociarsi \u2013 perch\u00e9 abbiamo tante persone, oggi, che sono nutrite sul piano cognitivo \u2013 ingegneri, laureati, ministri, viceministri \u2013, ma in ciascuno di loro manca la verticalit\u00e0 morale, manca la dignit\u00e0.<\/p>\n<p><b>\u00c8 ancora sensato puntare a una pedagogia di tipo etico-astratto, idealistico, invece che funzionale? Non \u00e8 un prendersi in giro fingendo vivo un universo di valori assoluti che la storia recente ha ucciso? La formula \u201cserve per aprire la mente\u201d non ha il sapore di un\u2019illusione?<\/b><\/p>\n<p>Il fatto che ci debba essere un equilibrio tra le facolt\u00e0 che l\u2019essere umano ha bisogno di sviluppare nel corso della sua formazione \u2013 cio\u00e8 tra ci\u00f2 che pensa, tra ci\u00f2 che sente giusto, e tra ci\u00f2 che fa \u2013 \u00e8 una realt\u00e0 che qualsiasi persona di buon senso, pur non addetta ai lavori, pu\u00f2 cogliere con facilit\u00e0.<\/p>\n<p>Un punto cardine del discorso \u00e8 capire quale riforma interiore, pi\u00f9 che esteriore, deve intervenire nella formazione degli insegnanti perch\u00e9 entrino in classe con la gioia di incontrare i giovani, sapendo che hanno davanti a loro un pezzo importante del futuro. Quale rivoluzione non formale, intima, di ciascun singolo, \u00e8 necessaria? L\u2019insegnamento non \u00e8 solo una professione. \u00c8 anche una vocazione. E il nostro sistema, estremamente sindacalizzato, non risponde alla domanda delle giovani generazioni.<\/p>\n<p>La scuola prepara in modo troppo unilaterale. Propone un modello specializzante, a senso unico: o fai questo o non fai altro. Non sa dare gli strumenti e le competenze di cui necessita un contesto in evoluzione cos\u00ec rapida; quando si esce dalla scuola, il mondo del lavoro \u00e8 infatti gi\u00e0 andato avanti di un pezzo. Quindi, il vero tema della formazione e dei curriculum dev\u2019essere sviluppare l\u2019attitudine a voler cercare sempre e comunque qualcosa che muova l\u2019interesse, la volont\u00e0 di partecipare all\u2019azione.<\/p>\n<p><b>L\u2019alfabetizzazione di massa \u00e8 un problema ormai superato. Varrebbe la pena lasciare, fin dalle elementari, pi\u00f9 libert\u00e0 di scelta agli studenti e alle famiglie, sia per quanto riguarda la possibilit\u00e0 di specializzarsi in certi ambiti piuttosto che in altri, sia per quanto riguarda gli orari in cui frequentare la scuola? Mantenere magari un minimo di ore obbligatorie e renderne facoltative e personalizzabili altrettante?<\/b><\/p>\n<p>Quando parliamo di scuola, spesso non teniamo presente che ci sono citt\u00e0 di 80, 90mila abitanti, ci sono paesi di 30mila abitanti e ci sono frazioni di 250 abitanti, e che gli stili di vita sono completamente diversi. Con l\u2019istruzione obbligatoria abbiamo risolto un grande problema di cultura generale, ma il rischio cui si \u00e8 andati incontro \u00e8 quello di non tenere presente quanto la scuola risponda alla domanda formativa dei bambini e quanto invece risponda alla domanda delle famiglie, di poter essere libere di andare a lavorare. L\u2019Italia, statisticamente, ha la scuola che tiene i bambini per pi\u00f9 ore alla settimana, in particolare nei primi anni. Da istituzione educativa si sta trasformando in un servizio di babysitteraggio. Ora, \u00e8 chiaro che un genitore che deve andare a lavorare dalla mattina alla sera per poter mantenere la famiglia troverebbe strani questi discorsi, e certo la scuola deve anche occuparsi di questo. Ma, se noi ci pensiamo bene, i bambini passano troppo tempo in una scuola che \u00e8 pensata sulla base delle volont\u00e0 e dei bisogni degli adulti, che stanca troppo. Moltissimi si alzano la mattina e non hanno voglia di andare in classe. Sono spariti quei momenti di vuoto di cui hanno tanto bisogno i bambini.<\/p>\n<p>L\u2019articolo 33 della costituzione lascia s\u00ec la libert\u00e0 a tutti di istituire scuole di ogni ordine e grado, e alle famiglie la libert\u00e0 di istruzione parentale, per\u00f2, di fatto, questa \u00e8 una libert\u00e0 monca, che ti devi pagare. Chi sceglie la medicina omeopatica se la paga; chi sceglie una scuola con un altro tipo di visione rispetto alla pubblica, se la paga. Questo succede nel nostro paese, nei paesi mediterranei, a differenza dei paesi mitteleuropei o scandinavi. Dove la libert\u00e0 di educazione davvero esiste, le altre scuole che non siano quella di stato hanno la libert\u00e0 di proporre la loro offerta formativa: lo stato lascia ai genitori la facolt\u00e0 di fare le proprie responsabili scelte e sostiene anche i cittadini delle scuole altre. Perch\u00e9 non vuole omologare la cittadinanza in un solo tipo e un solo modello di scuola. Si sono sprecati fiumi di inchiostro e sono stati versati fiumi di sangue per la libert\u00e0, ma c\u2019\u00e8 ancora tanto da fare.<\/p>\n<p><b>Non \u00e8 necessario, sempre, dalle elementari alle superiori, lasciare ai ragazzi del tempo per coltivare altre qualit\u00e0 oltre all\u2019efficienza della mente?<\/b><\/p>\n<p>Certo, se potessero parlare i bambini, o perlomeno quella parte dell\u2019adulto che vive in un bambino, direbbero: s\u00ec!, per cortesia, non fateci stare seduti tutto il tempo sui banchi ad ascoltare, a chiederci di studiare da pag. 15 a pag. 18!\u00a0Se orientiamo l\u2019attenzione ai piccoli, scopriamo che c\u2019\u00e8 un respiro, nell\u2019arco della giornata, che non li stancherebbe affatto. Possiamo alternare le discipline, tenendo presente che ci sono materie che impegnano di pi\u00f9 la testa, materie che impegnano di pi\u00f9 la vita emozionale e materie che impegnano di pi\u00f9 la volont\u00e0. La matematica, per esempio, richiede concentrazione. La pittura, la scultura, la recitazione e l\u2019arte plastica fanno leva sul nostro mondo del sentimento. Le attivit\u00e0 laboratoriali coinvolgono le mani. Se noi alterniamo le discipline, nell\u2019arco della giornata, in maniera da impegnare una volta di pi\u00f9 la testa, una volta di pi\u00f9 le mani, una volta di pi\u00f9 la vita di sentimento, scopriremo che la giornata non stanca affatto. Anzi: nutre. C\u2019\u00e8 una diffusa gioia di sapere, di scoprire quale sar\u00e0 la materia che verr\u00e0 dopo.<\/p>\n<p>Poi, \u00e8 cruciale l\u2019atteggiamento interiore degli insegnanti. Sappiamo che l\u2019insegnante medio di solito ritiene che il bambino non sia che un vuoto da riempire, che deve fare silenzio e ascoltare. E qui apro una parentesi molto dolorosa. Bisognerebbe avere il coraggio, come insegnanti, di dire che, a volte, ci sono dei bambini anche pi\u00f9 intelligenti di noi; il rischio che comporta un atteggiamento interiore parzialmente disonesto \u00e8 che i bambini pi\u00f9 intelligenti, pi\u00f9 dotati, incomincino a creare grossi problemi disciplinari.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8, infine, un quarto tema: la motivazione. Muovere la motivazione dei ragazzi significa renderli partecipi al loro apprendimento. Su questi quattro ingredienti \u2013 argomenti, metodo, atteggiamento interiore e motivazione \u2013 si pu\u00f2 lavorare tantissimo per rendere stimolante l\u2019andare a scuola e trasformarlo in un percorso che veramente sostenga e aiuti, in un momento storico in cui le famiglie possono spesso ben poco.<\/p>\n<p><b>\u00c8 vero, almeno qualche volta, che \u201clo stupido istruito ha solo un campo pi\u00f9 vasto per praticare la sua stupidit\u00e0\u201d?<\/b><\/p>\n<p>L\u2019inefficacia dell\u2019istruzione inizia laddove si pensa che l\u2019istruzione sia l\u2019elemento fondamentale per stare al mondo. Ma senza un binario equo di istruzione ed educazione noi non formiamo i cittadini del nostro tempo.<\/p>\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un&#8217;interessante intervista a Sabino Pavone sulla pedagogia Steiner-Waldorf dal sito barbadillo.it. Sabino Pavone \u00e8 maestro, presidente della Libera Scuola Steiner-Waldorf Novalis e vicepresidente delle scuole steineriane in Italia. Ama ricordarci che \u00e8 necessario riportare sui banchi giustizia, amore del fare e un sano idealismo. Perch\u00e9, come sostenne il suo maestro Rudolf Steiner, \u201cil senso della vita \u00e8 dare senso alla vita\u201d. 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